Sinodo diocesi

Sito ufficiale delle Parrocchie di Ghiffa e dell'Oratorio Nuova Realtà

Come potete leggere nella notizia del 7 giugno 2014, si è aperto il XXI Sinodo a cui partecipano anche il nostro parroco e una parrocchiana!

 

Perché un nuovo Sinodo?

Il Sinodo diocesano, generale o particolare (tematico) ha lo scopo di «prestare aiuto al Vescovo nell'esercizio della funzione, che gli è propria, di guidare la comunità cristiana».(Congregazione per i Vescovi, Istruzione sui Sinodi diocesani, 1987). La ragione per la quale s’intende indire un nuovo Sinodo tematico, all’inizio dell’episcopato di mons. Brambilla, sta nel voler dare slancio attuativo alle decisioni che prenderemo insieme, e avere il tempo di consolidarle nella prassi ecclesiale della Chiesa novarese.

Sono passati ormai venticinque anni dall’ultimo Sinodo novarese (1988/1990) che si era collocato al termine dell’episcopato di mons. Del Monte. Certamente era stato valorizzato, nelle sue conclusioni, nel periodo seguente, ma forse perdendo impatto e forza attuativa, e potrà essere rivalorizzato per quanto riguarda il nostro tema.

L'obiettivo: Rigenerare la Chiesa di domani

Giungere a una decisione condivisa e ufficiale su alcuni aspetti richiesti dal Vescovo nella sua lettera pastorale “Come sogni la Chiesa di domani?”.

Il Vescovo, al termine della sua lettera, auspicava un “cammino ecclesiale”, non a tutto campo, ma con un fuoco ben preciso: Come rigenerare la Chiesa di domani?

Le tappe per un cammino fruttuoso dovrebbero distendersi su almeno due anni e saranno precisate ulteriormente. ( “Come sogni la Chiesa di domani?”, p. 92).

Il tema: Una Chiesa “in uscita” per donare la gioia del Vangelo

Questo sarà il tema sintetico del Sinodo, oggetto della riflessione comune.

Il “fuoco” del Sinodo trova il suo fulcro nel capitolo terzo della lettera pastorale: “Rigenerare la Chiesa di domani”.

Il punto di partenza è lo sguardo sul “volto missionario delle parrocchie” (ciò che siamo), per far approdare il percorso alla definizione, anche normativa, delle Unità Pastorali Missionarie (ciò che desideriamo diventare).

All’interno di questi due riferimenti, ipotizziamo di svolgere il cammino sinodale in tre tappe.

Le tappe del cammino sinodale

 

Prima tappa: Il volto missionario delle parrocchie per l’annuncio del Vangelo.

La prima tappa prevede due momenti concentrici.

1. Il primo di preghiera, confronto e riflessione sul rapporto tra Vangelo e vita quotidiana delle persone, tra una Chiesa “in uscita” e le nuove forme di prossimità alle persone. Si tratta di assumere lo stile che Papa Francesco ha delineato nel primo capitolo dell’Evangelii Gaudium (nn. 19-49), ripreso nella Lettera pastorale del nostro vescovo "Come sogni la Chiesa di domani?", al secondo capitolo, in tre aspetti: ospitalità dell’umano, differenza cristiana e stile di comunione nelle e tra le parrocchie, con la presenza delle aggregazioni laicali, in particolare delle nuove figure di ministero ecclesiale ad intra e ad extra.

2. Il secondo di discernimento pratico, per delineare il rapporto tra parrocchie e Unità Pastorali Missionarie (UPM), determinando in modo essenziale le azioni pastorali della parrocchia (Regola della comunità) e il lavoro pastorale integrato delle UPM (Carta di missione). Occorrerà con pazienza e determinazione arrivare a una convergenza sui seguenti punti:

a) il ruolo delle piccole parrocchie (inferiori ai 200 abitanti);

b) la definizione delle proposte che dovranno essere vissute a livello parrocchiale: gesti costitutivi della comunità (regola della comunità);

c) la definizione dei gesti pastorali (sacramento della Cresima, pastorale giovanile, pastorale familiare, Caritas, scuola, sanità, lavoro, cultura, università, comunicazioni, attenzione al turismo, missioni, migrantes) che daranno slancio missionario alle UPM (carta di missione);

d) la nomina di un Parroco moderatore e la chiarificazione delle sue funzioni nelle UPM;

e) la creazione di un Economo che affianchi il parroco moderatore;

f) la ridefinizione dei confini delle UPM;

g) il nuovo Statuto dei Consigli pastorali e dei Statuti dei Consigli economici con un mandato unificato per tutta la diocesi;

h) la determinazione delle nomine a tempo.

Questa prima fase sarà importante (sarà svolta da settembre alla fine novembre 2014), poiché ci permetterà costruire il quadro di riferimento e di affrontare il seguito del cammino.

Seconda tappa: Il ministero del prete e le nuove figure di ministeri.

Nella seconda tappa, definito come intendiamo e vogliamo la parrocchia del futuro e il suo rapporto con le Nuove Unità Pastorali, ci chiederemo di quali figure abbiamo bisogno. Con questo intendiamo affrontare:

a) la ridefinizione del ministero pastorale del prete;

b) il ruolo dei diaconi permanenti;

c) la presenza dei religiosi e delle religiose nella Chiesa locale;

d) il contributo delle associazioni, movimenti e gruppi alla vita della Chiesa locale;

e) i “nuovi” ministeri laicali che ci occorrono per questa Chiesa che stiamo costruendo;

f) i cammini formativi che desideriamo proporci per avere operatori pastorali preparati e capaci di un autentico “sensus ecclesiae”.

Questa seconda fase la vivremo nei mesi di gennaio/marzo 2015.

Terza tappa: la pastorale giovanile e la pastorale familiare nelle UPM

Nella terza tappa due saranno i grandi temi strategici che andranno a completare il nostro quadro della Chiesa di domani, con la certezza che le UPM decolleranno col contributo decisivo di queste due realtà:

a) la pastorale giovanile, perché è il laboratorio di sperimentazione della pastorale d’insieme o integrata che ci aiuterà a far da “volano” per disegnare con decisione la Chiesa del futuro. La proposta che il Centro diocesano giovanile sta elaborando in questi anni sarà “assunta” dall’intera diocesi con un approfondimento e valutazione comune.

b) la pastorale familiare, perché essa detterà il nuovo “stile” delle Unità Pastorali, cioè di una parrocchia che si prende a cura la situazione dove la gente vive la vita quotidiana e misurerà la sua capacità di essere “generativa”.

Sia la pastorale giovanile che quella familiare non sono due “capitoli” indipendenti della nostra pastorale, ma la via fondamentale per render concreta e visibile la Chiesa che desideriamo: ospitale, bella, fedele, luminosa, attraente, capace di far sentire con forza il profumo di Cristo nella storia.

 

 

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sito online dall'inizio dell'anno liturgico 2013-2014: pubblicato il 3 dicembre 2013, memoria di San Francesco Saverio, patrono delle missioni