Susello

Sito ufficiale delle Parrocchie di Ghiffa e dell'Oratorio Nuova Realtà

SUSELLO

CHIESA DELLA BEATA VERGINE ASSUNTA

La chiesa di Santa Maria Assunta costituisce l'elemento fondamentale attraverso il quale la storia di Susello s'inserisce nel più ampio contesto della vita e della storia religiosa e sociale dell'antica pieve di Intra. S. Maria di Susello era una chiesa minore sottoposta alla chiesa matrice di S. Vittore di Intra e dislocata in corrispondenza di un villaggio per servirne la popolazione. Allo stato attuale delle nostre conoscenze, la prima menzione di Susello risale al 1173 da parte di un chierico ed officiale della chiesa di Susello. La chiesa di S. Maria Assunta fu la prima cappella ad esercitare, nella zona pievana orientale, funzioni di tipo parrocchiale e ciò viene evidenziato in molte delle relazioni di visita pastorale, dalla metà del '600 fino al primo ventennio dell'800. Un altro “indizio” dell'antica importanza della chiesa di Susello si trae dal fatto che essa continuò a godere dei redditi, derivanti da possessi immobiliari e persino da alcuni diritti di decima: se ne accenna negli Atannegò visita, stesi con una certa regolarità soltanto a partire dalla fine circa del XVI secolo.

Probabilmente la chiesa di S. Maria Assunta doveva sorgere isolata, in aperta campagna.

D'altra parte ciò potrebbe essere comprensibile se si considera l'antica importanza della chiesa, forse la prima di tipo parrocchiale in questa porzione del piviviere intrasco. In effetti, su un territorio caratterizzato da insediamenti sparsi, la posizione relativamente isolata e all'incrocio, come si vedrà più avanti, delle principali strade che li collegavano, rendeva possibile a tale chiesa, almeno in linea teorica, di svolgere appieno il suo servizio religioso “comune”, senza rivendicazioni “campanilistiche” da parte di singoli villaggi o gruppi di vicini. Inoltre il carattere campestre e solitario sembra essere quello preferito, anticamente, dalle chiese dedicate alla Vergine Assunta.

Probabilmente S. Maria di Susello, nella nuova realtà della “circoscrizione” prebendale, era venuta a trovarsi in una posizione “decentrata” e perciò inadeguata ai bisogni di una più larga popolazione di fedeli, cedendo così progressivamente il passo a S. Maurizio. Nonostante ciò, molte sono le testimonianze che confermano il perdurare di una “tradizione” devozionale e liturgica giunta fino a noi, anche se ormai limitata a poche, specifiche solennità.

Dagli Atti di visita risulta inoltre che a lungo la chiesa di Susello, accanto alle solite “incombenze” liturgiche proprie degli “oratori”, conservò e continuò ad esercitare alcune delle antiche funzioni, nonostante la chiesa parrocchiale fosse oramai diventata S. Maurizio.

[Angela Viotti]

 

 

L'edificio consta di tre navate, ognuna suddivisa in due campate, di un corpo a pianta quadrata, al termine della navata centrale, e di una sacrestia, al termine della laterale sinistra. La facciata presenta il profilo a capanna di stile lombardo con pinnacoli neogotici collocati sul vertice e due caratteristici vani, introdotti da arcate, ai lati del portale cinquecentesco. Un tratto di muro, individuato sopra la volta della seconda campata della navata destra, si può riferire alla facciata della chiesa primitiva, rivolta ad oriente verso l'antica strada pedonale. Nel secolo XVI inizia una radicale trasformazione dell'edificio di culto secondo un piano preciso, che prevede anche la costruzioen del campanile, terminata attorno al 1591. Nel 1977, dopo la segnalazione fatta dal Museo del Paesaggio di Verbania, riprendono con altri intenti e con altri criteri i restauri degli affreschi della chiesa di Susello. L'intervento di restauro conciste nelll'eliminazione di ritocchi e sovrapposizioni e nel recupero di altre parti affrescate, nascoste dall'intonaco nella seconda campata della navata destra: in questo modo sono tornate alla luce le figure frammentarie di Santa (De) Liberata e di S. Maurizio. Inoltre ricompaiono sulla parete sinistra del coro tre angioletti musicanti e su quella di destra una Natività, purtroppo lacunosa. San Giuseppe tiene nelle proprie braccia il Bambino mentre Maria in ginocchio prega e tre angioletti in cielo cantano in coro.

Lo scoprimento degli affreschi cinquecenteschi, avvenuto spostando semplicemente le pale d'altare che li nascondevano, suscitò senz'altro un vivo interesse, che si concretizzò nella proclamazione della Chiesa di Susello a Monumento Nazionale nel 1905.

Pur eseguite da mani diverse e in epoche successive, le parti affrescate presentano unità di composizione. Una intelaiatura architettonica dipinta si sovrappone all'architettura reale con l'intento di dare un senso più ampio e chiaro all'organizzazione spaziale della chiesa, scandita dal succedersi delle volte, degli archi e dei pilastri.

Le pareti scompaiono illusivamente per aprirsi sulla rappresentazione di un episodio della vita della Madonna, alla quale l'intero programma iconografico è dedicato.

L'intervento del De Rumo a Susello interessa la campata del coro: sulla parete di fondo, incorniciata da arcata con stemma dei Moriggia al culmine, è rappresentata la Assunzione della Vergine; sulla parete destra la Natività; sulla sinistra si vedono tre angioletti musicanti, sul sottarco il profeta David. Nel 1988 con finanziamento del Provveditorato Opere Pubbliche è stato rifatto il tetto e ricollocato il manto di copertura.

A Susello si vuole scrivere un bel capitolo della conservazione del patrimonio artistico locale, nel quale sia ricordato l'incontro avvenuto in spirito di amicizia e collaborazione tra parroco, parrocchiani, restauratori, muratori, capimastri, progettisti e organi di tutela. I restauri di Susello hanno allargato alla conoscenza della pittura del Cinquecento, in particolare dell'attività dei gaudenziani nella provincia di Novara. L'affresco della Crocifissione, in attesa di scoprimento e di finanziamenti, è degno per qualità di entrare nella storia della pittura lombarda del Quattrocento.

[Gianni Pizzigoni]

 

 

LA FRAZIONE

(dalla presentazione della Pro Ghiffa)

In antico, borgo assai popolato, fu distrutto quasi totalmente dalla peste del 1630 - “Perla” del luogo è la chiesa di S. Maria Assunta, monumento nazionale già esistente nel 1173. Grande richiamo artistico è il cielo di affreschi del XVI secolo, recentemente rimessi in luce togliendo la calce che li celava. Sono opera di Joannes Maria de Rumo da Oleggio, pittore della Scuola di Gaudenzio Ferrari. Natura e arte sono intrecciate con armonia e bellezza.

 

 

sito online dall'inizio dell'anno liturgico 2013-2014: pubblicato il 3 dicembre 2013, memoria di San Francesco Saverio, patrono delle missioni